Quello che per noi è solo un pezzo di carne cotta, per il cervello addominale è una realtà fatta di milioni di sostanze chimiche da analizzare, per decidere se si tratta di elementi da assorbire, di un veleno o di un microrganismo da tenere a distanza.
Il suo compito principale è sovrintendere alla superficie più grande del corpo umano in contatto con l’esterno.
“All’interno siamo cavi” dice Michael D. Gershon, neuroscienziato della Columbia University di New York e autore del libro “The second brain”, “il corpo viene a contatto con l’esterno non solo attraverso la pelle ma anche attraverso la parete dell’intestino.
Un tunnel così ben costruito da consentire all’ambiente circostante di attraversarci senza farci alcun danno”.
Nell’intestino, infatti, abitano circa 500 specie di esseri potenzialmente letali, per questo le pareti intestinali devono essere la difesa più efficiente dell’organismo. Così si spiega perché vi si trovino il 70% delle cellule del sistema immunitario.
E se nell’addome penetrano veleni, il cervello addominale avverte il cervello della testa che reagisce con una strategia prestabilita: vomito, crampi e diarrea.
Se il veleno è identificato precocemente, viene eliminato dall’alto per la via più breve, se, invece, è già a mezza strada, entra in gioco il riflesso peristaltico.
E’ fatto di contrazioni ondulatorie della parete muscolare dell’intestino che spingono il contenuto dalla bocca verso l’ano e che sono sincronizzate dal cervello addominale, stimolato dalla pressione sulle pareti intestinali.
Se predomina l’inibizione, l’intestino si ferma: è la stitichezza cronica e le feci si fanno dure perché stando tanto tempo nel crasso vengono disidratate;
se invece predomina l’eccitazione il trasporto accelera fino alla diarrea, perché è tanto veloce da non dare tempo al crasso di riassorbire i liquidi. In genere più si penetra nell’apparato digerente, più debole diventa il controllo del cervello nella testa : dopo il piloro, la regia passa alla pancia. Gershon scoprì che il 95% della serotonina è prodotta dalle cellule nervose dell’intestino ed è responsabile anche del riflesso peristaltico.
Dal 1981 in poi si è arrivati alla conclusione che il cervello addominale è una grande fabbrica chimica che produce molti neuromediatori attraverso i quali comunica con il cervello della testa.
Le cellule di entrambi i cervelli parlano la stessa lingua chimica, infatti i farmaci psichiatrici agiscono anche sull’intestino; quelli gastroenterici anche sul cervello.
L’ ormone gastrico secretina, viene sperimentato nella terapia dell’Autismo, una malattia psichiatrica, mentre un farmaco antiemicrania è stato dimostrato
agire nella sedazione di intestini iperattivi.
E ancora, gli antidolorifici calmano alcune infiammazioni del tratto digerente, mentre alcuni antidepressivi agiscono non solo sull’umore cerebrale ma anche sul cervello addominale causando diarrea o stitichezza.
In seguito agli studi sul Cervello addominale ed alle sue “nevrosi”, si sta sperimentando una terapia contro il Colon irritabile (vedi oltre), di cui soffre il 20% della popolazione, che causa dolori addominali, evacuazioni irregolari, accumulo d’aria nell’intestino. |