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Non lo sappiamo. Di sicuro però, Carica papaia L., della famiglia delle Caricaceae promette di mantenerci giovani e sani più a lungo, con un sistema immunitario ben funzionante, quindi con ottime difese contro gli acciacchi della vecchiaia, insomma, una specie di paradiso terrestre.
Il frutto è originario della Malesia secondo alcuni ricercatori, del Sud America secondo altri, ma ora diffuso in altre zone dal clima caldo, soprattutto Africa e Sud America. Somiglia ad una pera molto grande, dalla buccia verde-gialla piuttosto consistente.
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La polpa è gialla-oro, i numerosi semi somigliano a lenticchie nere. La papaia, specie quando è ancora verde, è uno dei frutti più ricchi di enzimi, in modo particolare di papaina, che favorisce la digestione delle proteine (in modo simile alla più nota bromelina). Vitamine B1, B2, PP, C, A, Minerali Fe, Ca, K, Mg. Come tutti i frutti giallo-arancioni, è molto ricca di antiossidanti: betacarotene, carote-noidi, flavonoidi, vitamina C.
Una papaia di dimensioni medie può coprire ampiamente il fabbisogno quotidiano di vitamina C e buona parte di quello di vitamina A e potassio. È indicata in caso di indigestione, diarrea cronica, febbre da fieno e altre allergie, lesioni e traumi (accelera la guarigione). Il frutto si consuma quando è giallo-verde e ancora leggermente sodo, ma non duro né molle.
Ottimo in macedonie, centrifugati o frullati. I semi sono commestibili e favoriscono il transito intestinale.
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La papaia fermentata poi, ha ancora una marcia in più: può definirsi a ragione un “nutra-ceutico”, cioè un insieme di alimento e farmaco. È atossico e senza effetti secondari indesiderati, particolarmen-te efficace come antiossidante (venti volte di più della vitamina E), quindi impiegato nella lotta contro i radicali liberi, l’invecchiamento precoce, le malattie degenerative. In generale, può essere considerato un “elisir di lunga giovinezza” che può proteggere, tra l’altro, dagli effetti dell’inquina-mento, dalle conseguenze di un eccesso di raggi ultravioletti e, secon-do degli studi russi, persino da altre radiazioni. Certamente sostiene il
nostro sistema immunitario e normalizza le funzioni del metabolismo.
Interessante anche la capacità di chelare (avvolgere e rendere innocuo, come le chele di un granchio) i metalli tossici, finora trovata in pochissime sostanze. Il procedimento di fermentazione è delicato, complesso e lungo: diversi mesi a basse temperature con
lieviti selezionati. Così si sviluppano dei composti particolarmente biodisponibili, fra cui polifenoli e oligosaccaridi, dal potere antiossidante.
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